SEZIONE POESIA 2014

1. Israele: Andate via bombardiamo Paola Buccianti (Milano)
Contro quello che è l’atteggiamento dominante, tendenzialmente portato a capire sempre le ragioni di Israele, anche quando ragioni non sono, in forma indiretta e, per dir così, dall’interno, si coglie dolorosamente il dramma dell’incolpevole popolo palestinese, madri e bambini soprattutto, costretti, su ipocrita preavviso del nemico, ad evacuare paesi e case. Il tempo assegnato non è bastato a salvare il sorriso di un figlio, i frutti del proprio orto, l’istruzione di una sorella… L’unica cosa che si è riusciti a prendere è stata… la strada per scappare…

2. Ti porterà lontano il mare Aldo Sisto (Torino)
Il riferimento, commosso, sembra rivolto ad un naufrago che, dopo la morte in mare, è stato trasportato e portato lontano, ormai “ceneri di salso vestite”, via via assorbite e assimilate al flutto. E’ diventato mare, si colora d’azzurro… Ma dovunque “approderai – si legge – chissà / su quale spiaggia / ma, siine certo, / sarò colà / colà ad aspettarti”. Il pensiero non può non andare ad uno dei tanti disperati che muoiono in mare, mentre sono alla ricerca di una nuova e diversa vita in altre terre.

3. Gli aironi Roberto Lozito (Torino)
Rapido ed essenziale quadro marino dagli orizzonti vasti, segnati da lontani aironi che tracciano ricami di volo, assimilabili a pensieri. Sono pensieri volti a raffigurare gli occhi della persona amata. Ma, a guardar bene, non è visione di occhi; è, piuttosto, proiezione di cuore, amore.

4. Ilaria Giacomo Giannone (Torino)
Dolce canto, omaggio ad una bambina che, già “batuffolo” che cresceva e balzava sui prati in fiore, fu simbolo di innocenza. Poi, nella prima adolescenza, si mira allo specchio, ingenuamente felice. Ma l’adolescenza è ben altra cosa, solo apparentemente e inconsapevolmente radiosa. Chi la guarda, padre o madre che sia, non può che dirle amorevolmente: “Ti prego, / batuffolo mio, / non andare via!”.

5.Tempo passato a me presente Loriana Capecchi (Quarrata – Pistoia)
Nonostante una scrittura complessa e una versificazione non proprio agevole, superato l’ostacolo della prima lettura, alla fine, riuscita la decodificazione, si avverte un profondo e sentito bisogno di ritorno alla terra, cioè alla natura, mondo della propria infanzia, “vento amico che donava voli”

RACCONTI 2014

1 Un ritorno a casa Luigi Serrapica (Ciriè – Torino)
Come capita spesso, si tratta di un monumento al vecchio nonno, contadino, rimasto in paese a consumarvi gli ultimi anni della sua vita, ormai rassegnato e solo proiettato verso i nipoti e il futuro dei suoi nipoti, che, più dei figli, rappresentano la sua sopravvivenza. In particolare, la sua attenzione è tutta riversata su un nipote professore, che ieri insegnava ai figli dei signori del paese, ora insegna ai giovani del Nord. E’ la sua “vendetta”.

2. L’odore dell’aria Salvatore Miseria (Ancona)
Racconto ampio, articolato, che ripercorre con gusto, condito di sottile ironia, tanti momenti della propria vita, fino al momento della perdita delle fanciullezza. Apprezzabili sono il possesso della lingua e la sicurezza di stile, che riesce a dare importanza a cose che importanza non hanno. E viceversa.

3. Quel fantastico mondo di Rocco Filippo Radogna (Matera)
Che sia un racconto, nel senso classico del termine, non si può proprio dire. E’ tuttavia un testo che, tra ricordi, testimonianze e note che vanno verso il saggio, tradisce una commossa devozione al mondo contadino lucano e, per esso, a Rocco Scotellaro, il “monachiccio rosso”, che meglio lo rappresentò.

4. Quel mese di maggio Alberto Arecchi (Pavia)
Racconto che recupera, dall’interno di una famiglia, le vicende alterne che segnarono i tre anni della prima guerra mondiale al confine dell’Italia. La narrazione procede spedita nella elencazione di eventi, ancorché poco ci si soffermi sugli effetti psicologici e devastanti che quella tragedia ebbe su gente comune, che spesso non capiva perché e per chi si combatteva.

5. Il viaggio Valentina Barile (Ponte – Benevento)
Il testo rivela un buon possesso della lingua e procede in stile rapido. Evidente è l’amore per i luoghi visitati, tutti del Sud, di cui si danno rapide ed essenziali pennellate. Meno si giustificano, invece,alcuni incontri casuali, che poco si combinano a formare una vera e propria trama.

La premiazione si terrà Domenica 30 novembre 2014 alle ore 15 in via Tollegno, 52

Aperte le iscrizioni alla tredicesima edizione del Premio Letterario di Narrativa a Poesia intitolato a “Carlo Levi”.

Qui il Bando premio Carlo Levi 2014

Il premio, nato nel 2002, per celebrare il centenario della nascita del grande meridionalista torinese, Carlo Levi (29 novembre 1902 – 4 gennaio 1975), ideato inizialmente come “una tantum” è diventato – in seguito al suo grande successo – un importante appuntamento dell’attività annuale dell’Associazione Carlo Levi e della Fondazione Giorgio Amendola.

- Gli autori possono partecipare al Premio con:
1) un racconto, a tema libero, non superiore alle sei cartelle dattiloscritte;
2) tre poesie, a tema libero, non superiori ai 40 versi. Tutti i lavori dovranno essere scritti in lingua italiana.
Le iscrizioni rimarranno aperte sino al 30 ottobre 2014, data entro la quale le opere devono pervenire presso la Segreteria del Premio (per info ass.lucanacarlolevi@libero.it – 011.2482970) mentre la premiazione avverrà Domenica 30 novembre 2014.
A presiedere la giura è il Prof. Nicola Tranfaglia, già Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino.
Per ogni sezione il primo premio ammonterà a € 300, il secondo a € 250, il terzo a € 200, il quarto a € 150 e il quinto a € 100.
Quota di iscrizione € 20.
Tutte le opere che partecpiranno al premio verranno pubblicate in un volume a cura dell’Associazione e della Fondazione.
Il bando completo è disponibile al sito www.fondazioneamendola.it

Con l’istituzione annuale del premio letterario, di poesia e narrativa si è voluto riaprire un percorso soprattutto con le nuove generazioni, riprendere un proficuo rapporto con la poesia e con i racconti, tra rinnovamento e continuità, perché ciò che colpisce ancora oggi di Carlo Levi è la sua lucidità, la sua estrema coerenza, il carattere sempre intenso e vibrante delle sue affermazioni, la forza quasi “pittorica” delle sue immagini e il suo lavorare sulla parola come luogo privilegiato di comunicazione e di confronto collettivo.
La Fondazione Amendola e l’Associazione Carlo Levi ritengono importante attualizzare la sua acuta intelligenza e la sua appassionata partecipazione alle vicende del potere come emerge in quest’ultima frase, quasi un testamento e una summa della sua poetica e della sua politica: “E allora naturalmente il nascere della poesia, della libertà, dell’arte o del linguaggio – che sono, in fondo, degli equivalenti – è sempre per natura contro il potere, e quando a sua volta arriva a vincere e a conquistare il potere diventa non più linguaggio, autonomia, libertà, arte ecc., ma di nuovo potere, contro cui nuove forze si muoveranno per sorpassarlo e distruggerlo, a meno che esso sia stato capace di creare delle forme tali di libertà che, superando il tempo, resistano modificandosi continuamente, rifacendosi alle proprie origini, ricoinvolgendo sempre nuove persone nelle loro strutture, rimanendo vive, riuscendo, cioè, a non diventare nuovo potere”.

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